Nuova FanArt ispirata al famoso anime di GRENDIZER, da noi conosciuto con il nome di GOLDRAKE (Atlas Ufo Robot) realizzata su un mio disegno base rimaneggiato con vari software di fotoritocco e A.I.
By Antonio Zottoli
Grendizer – Dynamic Planning / Toei Animation (All Right Reserved)

Il mecha “Great Grendizer” è una reinterpretazione ingegneristica avanzata del classico Super Robot di Go Nagai, rielaborata con un’estetica corazzata multistrato e dettagli meccanici tipici del “real robot” moderno.
- Modulo Testa e Sensori: Il cranio mantiene le iconiche corna a mezzaluna dorate, ma adotta un profilo aerodinamico e fortemente angolato. La calotta rossa superiore è rinforzata da rostri d’acciaio sporgenti. Il blocco facciale presenta fessure ottiche luminose gialle incassate e una mentoniera metallica segmentata che conferisce un aspetto minaccioso e protetto.
- Torso e rete energetica: La piastra pettorale rossa e blu è massiccia e scolpita, attraversata da canalizzazioni energetiche azzurre luminescenti, suggerendo un sistema di raffreddamento attivo o di distribuzione dell’energia. La sezione addominale espone un complesso strato di pistoni e giunzioni metalliche, culminando in un generatore esagonale luminoso color ambra posizionato sull’inguine.
- Arti superiori e armamento: Gli spallacci sferici presentano un’armatura a piastre sovrapposte blu e rosse, divise da scanalature precise. Gli avambracci rossi sono pesantemente modificati per integrare l’equivalente del “Maglio Perforante” (Screw Crusher Punch): sei imponenti lame d’acciaio fisse o retrattili circondano ciascun polso, pronte per il combattimento ravvicinato o il lancio. Le mani blu sono dotate di falangi meccaniche completamente articolate con rinforzi dorati sulle nocche.
- Arti inferiori e stabilizzazione: Le cosce color argento sono fittamente incise da “panel lines” (linee di pannellatura) e testi di manutenzione microscopici. I gambali alternano pesanti blocchi di blindatura rossa e blu, dotati di inserti triangolari gialli e prese d’aria. I piedi sono squadrati, ampi e strutturati a strati per garantire il massimo ancoraggio al suolo e assorbire i contraccolpi dei movimenti o degli atterraggi.
L’intera struttura si basa su una netta separazione delle piastre corazzate (color block in blu, rosso, argento e giallo), che lascia intravedere l’endoscheletro meccanico sottostante in corrispondenza delle articolazioni di gomiti, ginocchia e bacino. La resa visiva simula un esoscheletro da guerra pesante, pronto a interfacciarsi con il suo iconico disco spaziale.
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